Sofocle
Antigone
Einaudi
Collezione di Teatro n. 407
Traduzione: Massimo Cacciari
Introduzione: La parola che uccide di Massimo Cacciari
Nota di regia: Walter Le Moli
Anno: 2007
I ristampa
Pagine: V-XIV + 37 39-46 + Indice
Codice ISBN: 978-88-06-18876-4
Stato: nuovo.
Copertina: morbida con disegno.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: (dalla quarta di copertina) Il bando di Antigone condanna Ismene all’ordine della polis; solo lì potrà abitare, non importa sotto quali leggi, suddita per sempre. Nel tempo della polis dovranno instancabilmente cercare occasionali compromessi la prudenza degli anziani e la volontà di potenza dei regnanti, la timorosa pietas di Ismene e la paura servile della prima guardia, immagine di quella del plethos, della plebe disprezzata da Antigone. Qui sarà chiamato a sopravvivere Creonte, sconfitto insiema al cieco Tiresia. Dura legge e dura prova, la cui necessità la parola tragica enuncia senza ombre di consolazione. E percjò il pathos che suscita fa sapere - e solo nel sapere guarisce. (Massimo Cacciari)
Prezzo: euro 7,00 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
Richiedete il catalogo nel formato excel.
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mercoledì 13 novembre 2013
martedì 12 novembre 2013
Sofocle Edipo a Colono Edizione esclusiva per il XXIV ciclo di spettacoli classici dell’INDA (1976)
Sofocle
Edipo a Colono
Edizione esclusiva per il XXIV ciclo
di spettacoli classici dell’Istituto Nazionale del Dramma
Antico di Siracusa 27 maggio 17 giugno 1976
Traduzione: Marcello Gigante
Anno: maggio 1976
edizione esclusiva
Pagine: 127 con cartina della scena + Indice
Codice ISBN: -
Copertina: morbida con disegno.
Stato: Buono stato.
La fotografia riproduce il libro.
Il Traduttore: (da Wikipedia) Marcello Gigante (Buccino, 20 gennaio 1923 – Napoli, 23 novembre 2001) è stato un grecista, filologo classico, e papirologo italiano. È stato uno dei più importanti papirologi italiani del Dopoguerra, e, in senso lato, studioso delle antichità classiche e bizantine. (...).
Contenuto: Vecchio e cieco, Edipo giunge a Colono, poco fuori di Atene. È accompagnato dalla figlia Antigone e subito raggiunto dall'altra figlia, Ismene. Lui, il già potente 'tiranno' di Tebe, uccisore del padre e marito della madre, non è più, ora, che un vagabondo, uno "straniero in terra straniera". Chiede agli abitanti di Colono e a Teseo ospitalità e protezione. E Atene, la città della legge, della 'pietas' e della civiltà, le concede: in cambio della protezione che Edipo, dopo la morte, le garantirà. Invano Tebe lo reclama: con la forza del cognato Creonte, che ne rapisce le figlie, o con le implorazioni del primogenito Polinice perché prenda le sue parti contro il fratello Eteocle. Edipo non dimentica per un solo attimo le colpe orrende delle quali, senza saperlo, si è macchiato, e neppure il modo in cui Creonte e i figli lo hanno trattato. Ma guarda ormai oltre, alla morte imminente, al destino eterno di eroe che lo attende. Non è a caso che è giunto a Colono "biancheggiante, dove / più assiduo l'usignolo / effonde il lamento melodioso / nelle valli verdeggianti, / sull'edera color di vino, / sul fogliame inaccessibile del dio, / ricco di grappoli, ombroso, / immune dai venti d'ogni tempesta". Perché Colono - il luogo dove era nato Sofocle - costituisce una vera e propria soglia sacra: meravigliosa e inquietante, essa prefigura, con il suo bosco delle Eumenidi, l'oscura vita dell'Ade. E l'autore novantenne che, poco prima di morire, compone l'"Edipo a Colono", mette in scena la morte dell'eroe. Stravolto dall'inaudita violenza del rapimento di Antigone e Ismene e dal sopraggiungere di Polinice, il dramma appare immobile. Ma la sua staticità fa parte di una struttura che già gli antichi consideravano "splendida e pressoché unica". La vicenda - fatta di parole e di aura, di versi nei quali risuona un'eco allo stesso tempo terrena e ultramondana, storica e mitica, politica etica e metafisica - si chiude con una morte che è passaggio "a vita eterna". Al rimbombare del tuono, Edipo si incammina verso quella che sceglie come sua tomba. Ed ecco che una voce misteriosa lo richiama: "Edipo, Edipo, che cosa aspettiamo / ad andare? È un pezzo, che indugi". Così, la sua morte rimane anch'essa un mistero: "l'hanno afferrato", commenta Antigone, "plaghe occulte in una sorte arcana".
Prezzo: euro 5,00 + 2,50 spese di spedizione.
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Edipo a Colono
Edizione esclusiva per il XXIV ciclo
di spettacoli classici dell’Istituto Nazionale del Dramma
Antico di Siracusa 27 maggio 17 giugno 1976
Traduzione: Marcello Gigante
Anno: maggio 1976
edizione esclusiva
Pagine: 127 con cartina della scena + Indice
Codice ISBN: -
Copertina: morbida con disegno.
Stato: Buono stato.
La fotografia riproduce il libro.
Il Traduttore: (da Wikipedia) Marcello Gigante (Buccino, 20 gennaio 1923 – Napoli, 23 novembre 2001) è stato un grecista, filologo classico, e papirologo italiano. È stato uno dei più importanti papirologi italiani del Dopoguerra, e, in senso lato, studioso delle antichità classiche e bizantine. (...).
Contenuto: Vecchio e cieco, Edipo giunge a Colono, poco fuori di Atene. È accompagnato dalla figlia Antigone e subito raggiunto dall'altra figlia, Ismene. Lui, il già potente 'tiranno' di Tebe, uccisore del padre e marito della madre, non è più, ora, che un vagabondo, uno "straniero in terra straniera". Chiede agli abitanti di Colono e a Teseo ospitalità e protezione. E Atene, la città della legge, della 'pietas' e della civiltà, le concede: in cambio della protezione che Edipo, dopo la morte, le garantirà. Invano Tebe lo reclama: con la forza del cognato Creonte, che ne rapisce le figlie, o con le implorazioni del primogenito Polinice perché prenda le sue parti contro il fratello Eteocle. Edipo non dimentica per un solo attimo le colpe orrende delle quali, senza saperlo, si è macchiato, e neppure il modo in cui Creonte e i figli lo hanno trattato. Ma guarda ormai oltre, alla morte imminente, al destino eterno di eroe che lo attende. Non è a caso che è giunto a Colono "biancheggiante, dove / più assiduo l'usignolo / effonde il lamento melodioso / nelle valli verdeggianti, / sull'edera color di vino, / sul fogliame inaccessibile del dio, / ricco di grappoli, ombroso, / immune dai venti d'ogni tempesta". Perché Colono - il luogo dove era nato Sofocle - costituisce una vera e propria soglia sacra: meravigliosa e inquietante, essa prefigura, con il suo bosco delle Eumenidi, l'oscura vita dell'Ade. E l'autore novantenne che, poco prima di morire, compone l'"Edipo a Colono", mette in scena la morte dell'eroe. Stravolto dall'inaudita violenza del rapimento di Antigone e Ismene e dal sopraggiungere di Polinice, il dramma appare immobile. Ma la sua staticità fa parte di una struttura che già gli antichi consideravano "splendida e pressoché unica". La vicenda - fatta di parole e di aura, di versi nei quali risuona un'eco allo stesso tempo terrena e ultramondana, storica e mitica, politica etica e metafisica - si chiude con una morte che è passaggio "a vita eterna". Al rimbombare del tuono, Edipo si incammina verso quella che sceglie come sua tomba. Ed ecco che una voce misteriosa lo richiama: "Edipo, Edipo, che cosa aspettiamo / ad andare? È un pezzo, che indugi". Così, la sua morte rimane anch'essa un mistero: "l'hanno afferrato", commenta Antigone, "plaghe occulte in una sorte arcana".
Prezzo: euro 5,00 + 2,50 spese di spedizione.
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giovedì 15 agosto 2013
Sofocle Le vergini di Trachis Edizione esclusiva per l'INDA (1980)
Sofocle
Le vergini di Trachis
Edizione esclusiva per il XXVI ciclo
di spettacoli classici dell’Istituto Nazionale del Dramma
Antico di Siracusa 29 maggio 28 giugno 1980
Traduzione: Umberto Albini e Vico Faggi
Anno: gennaio 1980
edizione esclusiva
Pagine: 54
Codice ISBN: -
Copertina morbida.
Stato: ottime condizioni, non letto con leggero ingiallimento delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
I Traduttori:
. Umberto Albini, Illustre grecista, filologo noto in Italia e all’estero, esperto di letteratura ungherese, Umberto Albini è morto a 87 anni. È stata una delle personalità culturali legate a Genova più influenti dell’ultimo secolo. Neanche un anno fa, nell’aprile 2010, il Comune gli aveva consegnato il Grifo d’Oro, la prestigiosa onorificenza dedicata alle personalità che hanno reso famoso il nome di Genova nel mondo.
.. Vico Faggi, pseudonimo di Alessandro Orengo detto Sandro (Pavullo nel Frignano, 13 febbraio 1922 – Genova, 18 gennaio 2010), è stato un magistrato, drammaturgo, poeta e traduttore italiano. Durante la seconda guerra mondiale ha combattuto sulle colline emiliane contro il nazifascismo nella Resistenza italiana.
È conosciuto per le sue traduzioni dalla lingua greca antica e dalla lingua latina di opere di Seneca, Sofocle, Plauto, Terenzio.
Prezzo: euro 12,90 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Le vergini di Trachis
Edizione esclusiva per il XXVI ciclo
di spettacoli classici dell’Istituto Nazionale del Dramma
Antico di Siracusa 29 maggio 28 giugno 1980
Traduzione: Umberto Albini e Vico Faggi
Anno: gennaio 1980
edizione esclusiva
Pagine: 54
Codice ISBN: -
Copertina morbida.
Stato: ottime condizioni, non letto con leggero ingiallimento delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
I Traduttori:
. Umberto Albini, Illustre grecista, filologo noto in Italia e all’estero, esperto di letteratura ungherese, Umberto Albini è morto a 87 anni. È stata una delle personalità culturali legate a Genova più influenti dell’ultimo secolo. Neanche un anno fa, nell’aprile 2010, il Comune gli aveva consegnato il Grifo d’Oro, la prestigiosa onorificenza dedicata alle personalità che hanno reso famoso il nome di Genova nel mondo.
.. Vico Faggi, pseudonimo di Alessandro Orengo detto Sandro (Pavullo nel Frignano, 13 febbraio 1922 – Genova, 18 gennaio 2010), è stato un magistrato, drammaturgo, poeta e traduttore italiano. Durante la seconda guerra mondiale ha combattuto sulle colline emiliane contro il nazifascismo nella Resistenza italiana.
È conosciuto per le sue traduzioni dalla lingua greca antica e dalla lingua latina di opere di Seneca, Sofocle, Plauto, Terenzio.
Prezzo: euro 12,90 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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martedì 28 maggio 2013
Sofocle Antigone Einaudi Collezione di Teatro n. 407 (2007)
Sofocle
Antigone
Einaudi
Collezione di Teatro n. 407
Traduzione: Massimo Cacciari
Introduzione: La parola che uccide di Massimo Cacciari
Nota di regia: Walter Le Moli
Anno: 2007
I ristampa
Pagine: V-XIV + 37 39-46 + Indice
Codice ISBN: 978-88-06-18876-4
Stato: come nuovo.
Copertina: morbida.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: (dalla quarta di copertina) Il bando di Antigone condanna Ismene all’ordine della polis; solo lì potrà abitare, non importa sotto quali leggi, suddita per sempre. Nel tempo della polis dovranno instancabilmente cercare occasionali compromessi la prudenza degli anziani e la volontà di potenza dei regnanti, la timorosa pietas di Ismene e la paura servile della prima guardia, immagine di quella del plethos, della plebe disprezzata da Antigone. Qui sarà chiamato a sopravvivere Creonte, sconfitto insiema al cieco Tiresia. Dura legge e dura prova, la cui necessità la parola tragica enuncia senza ombre di consolazione. E percjò il pathos che suscita fa sapere - e solo nel sapere guarisce. (Massimo Cacciari)
Prezzo: euro 5,80 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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