Giovanni Verga
Mastro don Gesualdo
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 51
Introduzione: Giorgio Patrizi
Anno: 2004
Pagine: VII-XXVIII + 5-347 + Indice + Catalogo
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere
Codice ISBN: 88-89145-51-X
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Chi è il vero Gesualdo? L'umile popolano diventato proprietario ma pur sempre "mastro", cioè legato ai suoi beni dal lavoro manuale, o il "don" che allude a un privilegio di classe, che non comporterebbe tra l'altro di doversi sporcare le mani? In questo romanzo del Verga, da alcuni ritenuto il suo capolavoro, proprio da tale oggettiva e irresolubile dissociazione emergono tutto il pathos della vicenda e la statura tragica del protagonista, assieme alla lucida e amara constatazione di quanto sia fatalmente spietata una società fondata sulla logica dell'avere invece che su quella dell'essere.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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mercoledì 21 agosto 2013
Henry James Giro di vite - Il carteggio Aspern La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 46 (2004)
Henry James
Giro di vite - Il carteggio Aspern
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 46
Traduzione: Nadia Fusini
Introduzione: Nadia Fusini
Anno: 2004
Pagine: VII-XLVIII + 1-294 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-46-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto Giro di vite: La storia è raccontata attraverso la lettura dei diari della protagonista, da parte di un certo Douglas, nei confronti di alcuni ospiti.
Una giovane istitutrice, miss Giddens, risponde ad una offerta di lavoro da parte di un ricco uomo di affari di Londra. Il lavoro è semplice, anche se non privo di responsabilità. La donna infatti dovrà prendersi cura dei due nipoti dell’uomo, Miles di nove anni e Flora di otto, rimasti orfani e consegnati alle cure dello zio, che però non avendo né il tempo né l’esperienza per crescere i due ragazzi, li ha stabiliti nella sua dimora a Bly sotto le cure di una istitutrice, morta però in circostanza misteriose. L’istitutrice accetta l’incarico, nonostante la curiosa condizione impostale dall’uomo: qualunque cosa succeda, lui non vuole essere contattato per nessun motivo, ed ogni obbligo a Bly deve essere risolto da lei. Nell’unico incontro dell’istitutrice con l’uomo, la donna rimane talmente affascinata dal suo datore di lavoro, da andare avanti nello svolgersi della vicenda per via dell’unico pensiero di non deludere le sue aspettative.
Giunta nella stupenda dimora di Bly, l’istitutrice fa la conoscenza della piccola Flora e qualche giorno dopo di Miles, di ritorno dal collegio. In realtà Miles è stato espulso dal collegio, ma l’argomento verrà affrontato solo in seguito per via di un strano fatto e delle sollecitazioni da parte di Miss Giddens, che nella propria immaginazione farà decine di congetture. Il suo lavoro si dimostra più gratificante del previsto. I due bambini sono adorabili, educati e di buone maniere, oltre che dotati di una intelligenza e di una ricettività fuori dal comune. Tuttavia la quiete di Miss Giddens a Bly viene turbata da alcune sinistre apparizioni che riguardano un uomo con i baffi ed i capelli rossi, ed una donna dal viso bianchissimo e vestita a lutto. Dopo essersi confidata con la sua unica amica, la signora Grose, ingenua e semplice governante a Bly, l’istitutrice scopre che le due figure corrispondono a quelle di Miss Jessel, colei che l’aveva preceduta nell’incarico di istitutrice dei ragazzi e di Peter Quint, giardiniere e suo amante, entrambi morti in circostanze misteriose.
Dopo i primi momenti di sgomento, la giovane donna, sostenuta moralmente dalla signora Grose decide di farsi coraggio ed affrontare le terrificanti apparizioni senza creare disturbo al suo datore di lavoro, e proteggere Miles e Flora, convinta che siano loro i bersagli dei due fantasmi. In realtà con il procedere della storia la donna si convince che i due bambini sappiano molto più di quanto lascino vedere, e siano in realtà complici e non vittime di Quint e di Miss Jessel. Ciò nonostante l’argomento non viene mai minimamente sfiorato dai due bambini, e l’istitutrice non ha il coraggio di affrontarli direttamente. Soltanto alla fine la piccola Flora sembra rivelare un certo attaccamento alla presunta signorina Jessel, come a dimostrazione di quanto aveva immaginato la protagonista.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Giro di vite - Il carteggio Aspern
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 46
Traduzione: Nadia Fusini
Introduzione: Nadia Fusini
Anno: 2004
Pagine: VII-XLVIII + 1-294 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-46-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto Giro di vite: La storia è raccontata attraverso la lettura dei diari della protagonista, da parte di un certo Douglas, nei confronti di alcuni ospiti.
Una giovane istitutrice, miss Giddens, risponde ad una offerta di lavoro da parte di un ricco uomo di affari di Londra. Il lavoro è semplice, anche se non privo di responsabilità. La donna infatti dovrà prendersi cura dei due nipoti dell’uomo, Miles di nove anni e Flora di otto, rimasti orfani e consegnati alle cure dello zio, che però non avendo né il tempo né l’esperienza per crescere i due ragazzi, li ha stabiliti nella sua dimora a Bly sotto le cure di una istitutrice, morta però in circostanza misteriose. L’istitutrice accetta l’incarico, nonostante la curiosa condizione impostale dall’uomo: qualunque cosa succeda, lui non vuole essere contattato per nessun motivo, ed ogni obbligo a Bly deve essere risolto da lei. Nell’unico incontro dell’istitutrice con l’uomo, la donna rimane talmente affascinata dal suo datore di lavoro, da andare avanti nello svolgersi della vicenda per via dell’unico pensiero di non deludere le sue aspettative.
Giunta nella stupenda dimora di Bly, l’istitutrice fa la conoscenza della piccola Flora e qualche giorno dopo di Miles, di ritorno dal collegio. In realtà Miles è stato espulso dal collegio, ma l’argomento verrà affrontato solo in seguito per via di un strano fatto e delle sollecitazioni da parte di Miss Giddens, che nella propria immaginazione farà decine di congetture. Il suo lavoro si dimostra più gratificante del previsto. I due bambini sono adorabili, educati e di buone maniere, oltre che dotati di una intelligenza e di una ricettività fuori dal comune. Tuttavia la quiete di Miss Giddens a Bly viene turbata da alcune sinistre apparizioni che riguardano un uomo con i baffi ed i capelli rossi, ed una donna dal viso bianchissimo e vestita a lutto. Dopo essersi confidata con la sua unica amica, la signora Grose, ingenua e semplice governante a Bly, l’istitutrice scopre che le due figure corrispondono a quelle di Miss Jessel, colei che l’aveva preceduta nell’incarico di istitutrice dei ragazzi e di Peter Quint, giardiniere e suo amante, entrambi morti in circostanze misteriose.
Dopo i primi momenti di sgomento, la giovane donna, sostenuta moralmente dalla signora Grose decide di farsi coraggio ed affrontare le terrificanti apparizioni senza creare disturbo al suo datore di lavoro, e proteggere Miles e Flora, convinta che siano loro i bersagli dei due fantasmi. In realtà con il procedere della storia la donna si convince che i due bambini sappiano molto più di quanto lascino vedere, e siano in realtà complici e non vittime di Quint e di Miss Jessel. Ciò nonostante l’argomento non viene mai minimamente sfiorato dai due bambini, e l’istitutrice non ha il coraggio di affrontarli direttamente. Soltanto alla fine la piccola Flora sembra rivelare un certo attaccamento alla presunta signorina Jessel, come a dimostrazione di quanto aveva immaginato la protagonista.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Émile Zola Germinale La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 45 (2004)
Émile Zola
Germinale
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 45
Traduzione: Ida Porfido
Introduzione: Annamaria Laserra
Anno: 2004
Pagine: VII-XLIV + 1-649 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-45-5
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: ottimo stato della sovraccoperta, copertina e testo. L’astuccio presenta una cicatrice sul piatto in basso (come da fotografia) - ma nulla d’imperdonabile!
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Figlio di Gervaise Macquart e del suo amante Lantier, il giovane Étienne Lantier è stato allontanato dal lavoro per aver schiaffeggiato il suo capo. Disoccupato e in piena crisi industriale, decide di partire per il Nord alla ricerca di un nuovo impiego. Viene assunto alle miniere di Montsou, dove scopre le spaventose condizioni di lavoro dei minatori.
Étienne conosce una famiglia di minatori, i Maheu, e si innamora della giovane Catherine; quest’ultima è l’amante di un rude operaio, Chaval, e sebbene la ragazza sembri interessata ad Étienne, mantiene nei suoi confronti uno strano comportamento.
Étienne riesce ad integrarsi rapidamente nel popolo dei minatori, ed è sconvolto dalle condizioni di vita e dall’ingiustizia che regna in quel luogo. Comincia assai rapidamente a diffondere idee rivoluzionarie. Quando la compagnia mineraria, a causa della crisi economica, decreta una riduzione dei salari, Etienne spinge i minatori a scioperare; riesce a vincere la diffidenza e la rassegnazione e condivide con loro il suo sogno di una società più giusta.
Quando scatta lo sciopero, la compagnia mineraria assume una posizione molto rigida e rifiuta ogni trattativa. Affamati da settimane di lotta, i minatori intensificano la lotta: rompono i macchinari e le installazioni minerarie, e aggrediscono alcuni esponenti della borghesia. L’esercito sopraggiunge per ristabilire l’ordine, ma lo sciopero continua. Molti minatori sfidano i soldati, che iniziano a sparare sui manifestanti: Maheu, l’operaio presso il quale Lantier abitava, viene ucciso.
Lo sciopero è un fallimento, e i minatori si rassegnano a riprendere il lavoro. Souvarine, un operaio anarchico, sabota la miniera. Nell’incidente muoiono molti minatori, mentre Étienne, Catherine e Chaval rimangono bloccati nelle gallerie. Chaval provoca Étienne, e quest’ultimo lo uccide e può finalmente diventare il compagno di Catherine, ma Catherine muore poco dopo aver trovato l’amore. Étienne esce vivo dall’inferno della miniera, e decide di tornare a Parigi.
Anche se la rivolta è fallita, Étienne continua a credere nella causa della lotta degli operai contro le disuguaglianze, ed è persuaso che un giorno riusciranno ad eliminare l’ingiustizia.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Germinale
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 45
Traduzione: Ida Porfido
Introduzione: Annamaria Laserra
Anno: 2004
Pagine: VII-XLIV + 1-649 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-45-5
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: ottimo stato della sovraccoperta, copertina e testo. L’astuccio presenta una cicatrice sul piatto in basso (come da fotografia) - ma nulla d’imperdonabile!
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Contenuto: Figlio di Gervaise Macquart e del suo amante Lantier, il giovane Étienne Lantier è stato allontanato dal lavoro per aver schiaffeggiato il suo capo. Disoccupato e in piena crisi industriale, decide di partire per il Nord alla ricerca di un nuovo impiego. Viene assunto alle miniere di Montsou, dove scopre le spaventose condizioni di lavoro dei minatori.
Étienne conosce una famiglia di minatori, i Maheu, e si innamora della giovane Catherine; quest’ultima è l’amante di un rude operaio, Chaval, e sebbene la ragazza sembri interessata ad Étienne, mantiene nei suoi confronti uno strano comportamento.
Étienne riesce ad integrarsi rapidamente nel popolo dei minatori, ed è sconvolto dalle condizioni di vita e dall’ingiustizia che regna in quel luogo. Comincia assai rapidamente a diffondere idee rivoluzionarie. Quando la compagnia mineraria, a causa della crisi economica, decreta una riduzione dei salari, Etienne spinge i minatori a scioperare; riesce a vincere la diffidenza e la rassegnazione e condivide con loro il suo sogno di una società più giusta.
Quando scatta lo sciopero, la compagnia mineraria assume una posizione molto rigida e rifiuta ogni trattativa. Affamati da settimane di lotta, i minatori intensificano la lotta: rompono i macchinari e le installazioni minerarie, e aggrediscono alcuni esponenti della borghesia. L’esercito sopraggiunge per ristabilire l’ordine, ma lo sciopero continua. Molti minatori sfidano i soldati, che iniziano a sparare sui manifestanti: Maheu, l’operaio presso il quale Lantier abitava, viene ucciso.
Lo sciopero è un fallimento, e i minatori si rassegnano a riprendere il lavoro. Souvarine, un operaio anarchico, sabota la miniera. Nell’incidente muoiono molti minatori, mentre Étienne, Catherine e Chaval rimangono bloccati nelle gallerie. Chaval provoca Étienne, e quest’ultimo lo uccide e può finalmente diventare il compagno di Catherine, ma Catherine muore poco dopo aver trovato l’amore. Étienne esce vivo dall’inferno della miniera, e decide di tornare a Parigi.
Anche se la rivolta è fallita, Étienne continua a credere nella causa della lotta degli operai contro le disuguaglianze, ed è persuaso che un giorno riusciranno ad eliminare l’ingiustizia.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Alessandro Manzoni I Promessi Sposi - Storia della colonna infame La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 44 (2004)
Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi - Storia della colonna infame
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 44
Introduzione: Salvatore Silvano Nigro
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVII + 1-757 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere -
Codice ISBN: 88-89145-44-7
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: ottimo stato del volume. Leggera fioritura lungo il filo delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
L’Autore, le Opere: Alessandro Manzoni iniziò negli anni giovanili con delle composizioni di ispirazione neoclassica. La conversione religiosa determinò una grande svolta nella sua attività letteraria. Tra il 1812 e il 1822 compose gli Inni sacri, cinque composizioni poetiche dedicate alle maggiori festività della Chiesa cattolica: La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste. Nel 1821 scrisse le cosiddette odi civili: Marzo 1821, dedicata alle insurrezioni anti-austriache di quell’anno, e Il Cinque Maggio, composta di getto all’annuncio della morte di Napoleone Bonaparte. Due tentativi di lirica religiosa, gli inni Ognissanti e Natale 1833 (che prende spunto dalla morte della moglie Enrichetta Blondel) restano incompiuti.
Tra il 1816 e il 1822 scrisse inoltre due tragedie, Il Conte di Carmagnola (1816) e Adelchi (1822), frutto di un’attenta riflessione teorica sul teatro e sul genere tragico in particolare. L’opera più completa e matura di Manzoni è però il romanzo I Promessi Sposi, scritto in una prima versione (con il titolo Fermo e Lucia) tra il 1821 e il 1823; poi profondamente modificato dal punto di vista della narrazione, il romanzo viene alleggerito togliendo molti tratti storici e pubblicato poi nel 1827; infine ancora rivisto, questa volta solo nella forma linguistica: nella ricerca di una lingua accessibile agli italiani di varia origine e cultura Manzoni scelse come modello il fiorentino parlato dai contemporanei.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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I Promessi Sposi - Storia della colonna infame
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 44
Introduzione: Salvatore Silvano Nigro
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVII + 1-757 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere -
Codice ISBN: 88-89145-44-7
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: ottimo stato del volume. Leggera fioritura lungo il filo delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
L’Autore, le Opere: Alessandro Manzoni iniziò negli anni giovanili con delle composizioni di ispirazione neoclassica. La conversione religiosa determinò una grande svolta nella sua attività letteraria. Tra il 1812 e il 1822 compose gli Inni sacri, cinque composizioni poetiche dedicate alle maggiori festività della Chiesa cattolica: La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste. Nel 1821 scrisse le cosiddette odi civili: Marzo 1821, dedicata alle insurrezioni anti-austriache di quell’anno, e Il Cinque Maggio, composta di getto all’annuncio della morte di Napoleone Bonaparte. Due tentativi di lirica religiosa, gli inni Ognissanti e Natale 1833 (che prende spunto dalla morte della moglie Enrichetta Blondel) restano incompiuti.
Tra il 1816 e il 1822 scrisse inoltre due tragedie, Il Conte di Carmagnola (1816) e Adelchi (1822), frutto di un’attenta riflessione teorica sul teatro e sul genere tragico in particolare. L’opera più completa e matura di Manzoni è però il romanzo I Promessi Sposi, scritto in una prima versione (con il titolo Fermo e Lucia) tra il 1821 e il 1823; poi profondamente modificato dal punto di vista della narrazione, il romanzo viene alleggerito togliendo molti tratti storici e pubblicato poi nel 1827; infine ancora rivisto, questa volta solo nella forma linguistica: nella ricerca di una lingua accessibile agli italiani di varia origine e cultura Manzoni scelse come modello il fiorentino parlato dai contemporanei.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Honoré de Balzac Papà Goriot La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 29 (2004)
Honoré de Balzac
Papà Goriot
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 29
Traduzione: Maurizio Cucchi
Introduzione: Maurizio Cucchi
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVIII + 1-307 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-29-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Il romanzo si apre con un prologo di circa 20 pagine, in cui si narra l’antefatto di un dramma. Successivamente Balzac ci introduce nella pensione di Madame Vauquer, dove alloggiano Eugene De Rastignac, giovane studente universitario, Vautrin, un personaggio misterioso ed inquietante, Papà Goriot, pastaio in pensione e fabbricante di vermicelli, ed altri personaggi che però avranno un ruolo secondario nella narrazione.
Papà Goriot ha due figlie, Anastasie e Delphine (sposate rispettivamente con un conte e con un banchiere), che ama in modo patologico. Esse però lo vanno a trovare solo per ottenere soldi, in modo da soddisfare i loro capricci. La vicenda di Papà Goriot si intreccia poi con quella di Eugene De Rastignac. Egli, giovane molto ambizioso tralascia gli studi di giurisprudenza attratto dall’alta società parigina. L’ambizione porta Rastignac a sedurre donne altolocate, tra cui Delphine, una delle figlie di Papà Goriot. Inoltre il signor Vautrin, che poi si rivelerà un pericoloso criminale, tenta di iniziarlo al male, spiegandogli come raggiungere i propri scopi con mezzi disonesti.
Il romanzo si conclude con la morte di Papà Goriot, ucciso non solo dall’età ma anche dalle privazioni che si era imposto per amore delle figlie. A questo proposito, la scena finale mostra davvero la mancanza di affetto delle figlie verso il padre, costretto anche nell’ultimo viaggio ad essere accompagnato dal solo Rastignac.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Papà Goriot
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 29
Traduzione: Maurizio Cucchi
Introduzione: Maurizio Cucchi
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVIII + 1-307 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-29-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Il romanzo si apre con un prologo di circa 20 pagine, in cui si narra l’antefatto di un dramma. Successivamente Balzac ci introduce nella pensione di Madame Vauquer, dove alloggiano Eugene De Rastignac, giovane studente universitario, Vautrin, un personaggio misterioso ed inquietante, Papà Goriot, pastaio in pensione e fabbricante di vermicelli, ed altri personaggi che però avranno un ruolo secondario nella narrazione.
Papà Goriot ha due figlie, Anastasie e Delphine (sposate rispettivamente con un conte e con un banchiere), che ama in modo patologico. Esse però lo vanno a trovare solo per ottenere soldi, in modo da soddisfare i loro capricci. La vicenda di Papà Goriot si intreccia poi con quella di Eugene De Rastignac. Egli, giovane molto ambizioso tralascia gli studi di giurisprudenza attratto dall’alta società parigina. L’ambizione porta Rastignac a sedurre donne altolocate, tra cui Delphine, una delle figlie di Papà Goriot. Inoltre il signor Vautrin, che poi si rivelerà un pericoloso criminale, tenta di iniziarlo al male, spiegandogli come raggiungere i propri scopi con mezzi disonesti.
Il romanzo si conclude con la morte di Papà Goriot, ucciso non solo dall’età ma anche dalle privazioni che si era imposto per amore delle figlie. A questo proposito, la scena finale mostra davvero la mancanza di affetto delle figlie verso il padre, costretto anche nell’ultimo viaggio ad essere accompagnato dal solo Rastignac.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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martedì 20 agosto 2013
Gustave Flaubert Madame Bovary La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 15 (2004)
Gustave Flaubert
Madame Bovary
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 15
Traduzione: Sandra Teroni
Introduzione: Sandra Teroni
Anno: 2004
Pagine: VII-LIII + 1-418 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-15-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto:Sogno e realtà, immaginazione e disinganno, amore e tradimento lottano tormentosamente nel cuore di Emma Bovary fino a portarla alla tragica, definitiviva resa: la rinuncia alla vita. Nato da un fatto di cronaca, accusato di scandalosa immoralità, "Madame Bovary" è uno dei più celebri romanzi dell'Ottocento francese.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Madame Bovary
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 15
Traduzione: Sandra Teroni
Introduzione: Sandra Teroni
Anno: 2004
Pagine: VII-LIII + 1-418 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-15-3
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
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Contenuto:Sogno e realtà, immaginazione e disinganno, amore e tradimento lottano tormentosamente nel cuore di Emma Bovary fino a portarla alla tragica, definitiviva resa: la rinuncia alla vita. Nato da un fatto di cronaca, accusato di scandalosa immoralità, "Madame Bovary" è uno dei più celebri romanzi dell'Ottocento francese.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Nathaniel Hawthorne La lettera scarlatta La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 11 (2004)
Nathaniel Hawthorne
La lettera scarlatta
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 11
Traduzione: Marcella Majnoni
Introduzione: Vito Amoruso
Anno: 2004
Pagine: VII-XLII + 5-333 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-11-0
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: (da Wikipedia) Il racconto si apre con Hester mostrata al popolo di Boston, su un patibolo. È il risultato del processo che è stato intentato contro di lei per adulterio. Hester infatti ha dato alla luce una bambina, Pearl, nonostante il marito sia assente da anni dalla città. Oltre al pubblico ludibrio, Hester deve sottostare a un’altra pena per la sua colpa: deve portare sul petto una A scarlatta (che sta per Adultera), diventando così la pecora nera della comunità puritana, assai poco incline al perdono e alla comprensione. L’autore indugia sui discorsi delle comari, alcune delle quali vorrebbero che Hester venisse uccisa, in quanto la pena per l’adulterio, sarebbe la morte.
Hester non vuole rivelare chi sia il padre della bambina, anche se le viene domandato più e più volte. Ma dopo qualche capitolo Hawthorne ci svela che il suo amante è il giovane reverendo Dimmesdale, un colto teologo, un eccellente predicatore, uno degli uomini più rispettati e venerati della città. La comunità lo considera un Santo e mai potrebbe sospettare di lui. Si capisce allora che se Hester tace, lo fa per amore, cioè per proteggere Dimmesdale, il quale però si tormenta per la propria vigliaccheria, la propria ipocrisia e la propria falsità: predica ripetutamente contro il peccato, ma il primo a peccare è stato proprio lui; il rimorso è tale da minare irreparabilmente la salute ed i nervi dello stesso pastore, nel corso degli anni. Hester invece decide di scontare la pena per entrambi per sempre.
La situazione si complica perché il marito di Hester, che in città nessuno conosce, appena tornato dalla sua lunga assenza, che si spiega con la sua cattura da parte degli indiani e la successiva prigionia, la nota subito da lontano, con quella lettera A rifulgente in petto, su di un patibolo, esposta a pubblica ignominia. Il marito di Hester impone alla moglie di non rivelare la sua identità: questo perché vuole indagare in incognito sull’identità dell’amante, il cui nome Hester si rifiuta categoricamente di rivelare anche al marito. Quest’ultimo assume così il nome di Roger Chillingworth, e prende a esercitare l’attività di medico in città, forte dei suoi studi in Inghilterra, ma anche delle cognizioni di medicina indiana che ha appreso durante la prigionia.
La vicenda si snoda quindi nel patologico triangolo che si viene a formare tra Hester, Roger e Dimmesdale, con un crescendo di tensione, sofferenza e angoscia che porta alla rivelazione finale. Passano sette anni, in cui Hester cerca di redimersi aiutando i poveri e vivendo una vita riservata, curandosi dell’unica figlia. Pearl cresce selvaggia, piena di fantasie e ribelle, un po’ come la madre prima del processo. Hester la veste con abiti sfarzosi che non fanno che accrescere la sua bellezza. Spesso viene definita La Bambina Folletto per il suo carattere evanescente. Tuttavia Pearl intuisce che fra la madre e il reverendo c’è un legame. Chiede spesso alla madre: Perché il Reverendo tiene la mano sul cuore?.
Anche Roger Chillingworth, a cui vengono affidate le cure della salute sempre più precaria di Dimmesdale, capisce quanto sia forte il legame tra i due, e si rende conto di chi sia stato il padre di Pearl. Da sette anni, infatti, la vendetta è il suo unico scopo nella vita. Il rispetto nutrito dalla comunità per le sue abilità mediche e di studioso è un ottimo aiuto alla realizzazione dei suoi piani.
Una notte Dimmesdale, particolarmente eccitato, sale sul patibolo. Vuole farsi trovare lì dalla Comunità. Per fortuna Hester riesce a convincerlo a mutare idea. Ma Roger Chillingworth li scorge, li saluta ed ha la conferma di quello che aveva intuito: Dimmesdale è stato l’amante di Hester. Hester si rende conto di quale errore sia stato non rivelare a Dimmesdale che Roger Chillingworth è il falso nome sotto cui si cela il marito. Decide di incontrarlo nella foresta. Gli rivela tutto. Decidono di fuggire assieme, con la piccola Pearl, e di ricominciare una nuova vita. Durante un corteo, Dimmesdale sale sul patibolo e tenta di rivelare il suo segreto agli abitanti della città. Muore per l’emozione. Ma prima di morire, a petto nudo, cerca di mostrare un segno sulla pelle. Alcuni intravedono una lettera A marchiata sulla carne, altri nulla. L’autore elenca le spiegazioni che i poveri Puritani di Boston, cercano di dare all’accaduto: una tortura autoinflitta dovuta alla pena per la povera Hester, alle arti di Roger Chillingworth che invece di curarlo da buon medico, ha tracciato quel segno perché stregone pagano che ha vissuto parecchi anni con gli indiani, e così via... Hester e Pearl vanno via da Boston. Pearl non tornerà mai più. Hester solo in vecchiaia, divenuta ormai ricca. Verrà sepolta a Boston stessa, dopo essere divenuta una leggenda vivente, nella tomba accanto a quella dell’amato, con la quale condividerà la lapide, su cui verrà scritto: In campo nero, la lettera A scarlatta.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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La lettera scarlatta
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 11
Traduzione: Marcella Majnoni
Introduzione: Vito Amoruso
Anno: 2004
Pagine: VII-XLII + 5-333 + Indice + Collana
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-11-0
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: (da Wikipedia) Il racconto si apre con Hester mostrata al popolo di Boston, su un patibolo. È il risultato del processo che è stato intentato contro di lei per adulterio. Hester infatti ha dato alla luce una bambina, Pearl, nonostante il marito sia assente da anni dalla città. Oltre al pubblico ludibrio, Hester deve sottostare a un’altra pena per la sua colpa: deve portare sul petto una A scarlatta (che sta per Adultera), diventando così la pecora nera della comunità puritana, assai poco incline al perdono e alla comprensione. L’autore indugia sui discorsi delle comari, alcune delle quali vorrebbero che Hester venisse uccisa, in quanto la pena per l’adulterio, sarebbe la morte.
Hester non vuole rivelare chi sia il padre della bambina, anche se le viene domandato più e più volte. Ma dopo qualche capitolo Hawthorne ci svela che il suo amante è il giovane reverendo Dimmesdale, un colto teologo, un eccellente predicatore, uno degli uomini più rispettati e venerati della città. La comunità lo considera un Santo e mai potrebbe sospettare di lui. Si capisce allora che se Hester tace, lo fa per amore, cioè per proteggere Dimmesdale, il quale però si tormenta per la propria vigliaccheria, la propria ipocrisia e la propria falsità: predica ripetutamente contro il peccato, ma il primo a peccare è stato proprio lui; il rimorso è tale da minare irreparabilmente la salute ed i nervi dello stesso pastore, nel corso degli anni. Hester invece decide di scontare la pena per entrambi per sempre.
La situazione si complica perché il marito di Hester, che in città nessuno conosce, appena tornato dalla sua lunga assenza, che si spiega con la sua cattura da parte degli indiani e la successiva prigionia, la nota subito da lontano, con quella lettera A rifulgente in petto, su di un patibolo, esposta a pubblica ignominia. Il marito di Hester impone alla moglie di non rivelare la sua identità: questo perché vuole indagare in incognito sull’identità dell’amante, il cui nome Hester si rifiuta categoricamente di rivelare anche al marito. Quest’ultimo assume così il nome di Roger Chillingworth, e prende a esercitare l’attività di medico in città, forte dei suoi studi in Inghilterra, ma anche delle cognizioni di medicina indiana che ha appreso durante la prigionia.
La vicenda si snoda quindi nel patologico triangolo che si viene a formare tra Hester, Roger e Dimmesdale, con un crescendo di tensione, sofferenza e angoscia che porta alla rivelazione finale. Passano sette anni, in cui Hester cerca di redimersi aiutando i poveri e vivendo una vita riservata, curandosi dell’unica figlia. Pearl cresce selvaggia, piena di fantasie e ribelle, un po’ come la madre prima del processo. Hester la veste con abiti sfarzosi che non fanno che accrescere la sua bellezza. Spesso viene definita La Bambina Folletto per il suo carattere evanescente. Tuttavia Pearl intuisce che fra la madre e il reverendo c’è un legame. Chiede spesso alla madre: Perché il Reverendo tiene la mano sul cuore?.
Anche Roger Chillingworth, a cui vengono affidate le cure della salute sempre più precaria di Dimmesdale, capisce quanto sia forte il legame tra i due, e si rende conto di chi sia stato il padre di Pearl. Da sette anni, infatti, la vendetta è il suo unico scopo nella vita. Il rispetto nutrito dalla comunità per le sue abilità mediche e di studioso è un ottimo aiuto alla realizzazione dei suoi piani.
Una notte Dimmesdale, particolarmente eccitato, sale sul patibolo. Vuole farsi trovare lì dalla Comunità. Per fortuna Hester riesce a convincerlo a mutare idea. Ma Roger Chillingworth li scorge, li saluta ed ha la conferma di quello che aveva intuito: Dimmesdale è stato l’amante di Hester. Hester si rende conto di quale errore sia stato non rivelare a Dimmesdale che Roger Chillingworth è il falso nome sotto cui si cela il marito. Decide di incontrarlo nella foresta. Gli rivela tutto. Decidono di fuggire assieme, con la piccola Pearl, e di ricominciare una nuova vita. Durante un corteo, Dimmesdale sale sul patibolo e tenta di rivelare il suo segreto agli abitanti della città. Muore per l’emozione. Ma prima di morire, a petto nudo, cerca di mostrare un segno sulla pelle. Alcuni intravedono una lettera A marchiata sulla carne, altri nulla. L’autore elenca le spiegazioni che i poveri Puritani di Boston, cercano di dare all’accaduto: una tortura autoinflitta dovuta alla pena per la povera Hester, alle arti di Roger Chillingworth che invece di curarlo da buon medico, ha tracciato quel segno perché stregone pagano che ha vissuto parecchi anni con gli indiani, e così via... Hester e Pearl vanno via da Boston. Pearl non tornerà mai più. Hester solo in vecchiaia, divenuta ormai ricca. Verrà sepolta a Boston stessa, dopo essere divenuta una leggenda vivente, nella tomba accanto a quella dell’amato, con la quale condividerà la lapide, su cui verrà scritto: In campo nero, la lettera A scarlatta.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Johann Wolfgang Goethe Le affinità elettive La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 10 (2004)
Johann Wolfgang Goethe
Le affinità elettive
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 10
Traduzione: Mario Santagostini
Introduzione: Enrico De Angelis
Anno: 2004
Pagine: VII-LVII + 5-359 + 361-415 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-10-2
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: eccellente stato del volume.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Il romanzo inizia raccontando la tranquilla vita di Edoardo e Carlotta. I due avevano vissuto il loro amore in giovane età, ma la famiglia di Carlotta aveva piani diversi per il suo futuro. Ella, infatti, fu data in sposa ad un uomo molto più anziano, dal quale ebbe anche una figlia, Luciana. Viste le controversie nel vivere il suo amore Edoardo parte per un viaggio in giro per il mondo, durato anni, in compagnia di un vecchio amico, il Capitano. Al suo ritorno, i due si rincontrano, Carlotta è ormai vedova e rivede il suo vecchio amore mentre era in compagnia della figlia e di Ottilia, una giovane orfana che Carlotta ama come fosse sua. La fiamma tra i due si riaccende, si sposano e dedicano la loro pacata esistenza alla cura della loro tenuta. La storia si complica quando Edoardo, venuto a sapere della disgrazia in cui è caduto il suo amico, decide di portare il Capitano a vivere con loro. Carlotta è dapprima contraria, poiché teme che un terzo elemento possa rompere gli equilibri e la soddisfazione sentimentale faticosamente raggiunta. Viene dedicato un intero capitolo alla descrizione chimica di ciò che sarebbe successo poi, quando l’elemento C, il Capitano, si sarebbe unito all’elemento A, Carlotta. Lasciando così l’elemento B, Edoardo, solo. Il problema trova soluzione quando Carlotta, avvisata dall’Assistente della Preside del facoltoso collegio in cui risiedono Luciana e Ottilia, decide di trasferire la giovane orfana nella loro tenuta, poiché troppo introversa per un’istituzione collegiale. Carlotta spera così di donare un pizzico di serenità alla giovine, offuscata completamente, almeno in collegio, dalla personalità più estroversa di Luciana. Ad occupare la tenuta, dunque, sono ora in quattro. Edoardo e il Capitano si dedicano a opere di ingegneria e architettura, mentre le due donne sono completamente dedite all’organizzazione del parco. Pian piano, le affinità elettive fanno la loro comparsa, avvicinando terribilmente Edoardo ad Ottilia e il Capitano a Carlotta. Questi nuovi sentimenti vengono dapprima fortemente contrastati da tutti i personaggi coinvolti, ma è la forza dell’amore a parlare per loro. Quando, infatti, i due sposi si lasciano andare a una notte di passione, sentono, immaginano l’altro non come Carlotta o Edoardo, ma come Ottilia e il Capitano. L’interesse che Edoardo prova per Ottilia cresce con il tempo fino a quando i due si baciano nel giorno del compleanno di Ottilia. Nello stesso momento Carlotta e il Capitano, usciti in barca, vanno contro le loro reciproche proibizioni e si scambiano un bacio, facendo sfociare il loro legame in amore; ella, tuttavia, decide di non perdere completamente il proprio autocontrollo, e prega il Capitano di riportarla subito al castello, cercando di cancellare dal suo cuore e dalla sua mente quel bacio illegittimo. Poco tempo dopo, il Capitano si dovrà allontanare dal castello avendo ricevuto da un amico di Edoardo un’interessante offerta di lavoro. Carlotta affronta Edoardo e gli comunica l’intenzione di mandare Ottilia da una sua amica, in modo che ella possa essere introdotta nell’alta società. Edoardo, per evitare di allontanare Ottilia, decide di lasciare il castello informando la moglie che, fino a quando Ottilia fosse rimasta lì, lui non l’avrebbe cercata, ma che se la ragazza avesse dovuto abbandonare la proprietà, lui si sarebbe sentito libero di cercarla e corteggiarla. Edoardo parte senza salutare Ottilia. Carlotta e la giovane rimangono sole e la signora scopre che quella notte di passioni, ha lasciato in lei il frutto di quell’amore proibito. Edoardo sarà avvisato solo tempo dopo, poiché, partito per la guerra, non tornerà fino a quando il piccolo Otto sarà nato, assurdamente somigliante al Capitano e a Ottilia. Edoardo non riesce più a star lontano dal suo unico vero amore, Ottilia, e sollecitato dallo stesso Capitano (per di più consapevole dell’amore che quest’ultimo nutriva per sua moglie), decide di tornare a casa. La giovane, intanto, si convince a tornare in collegio, cedendo alle pressanti richieste dell’Assistente, perdutamente innamorato di lei. Mentre i due stanno compiendo questo viaggio in sensi opposti, si incontrano in una locanda, senza, però, mai vedersi. Edoardo riesce a convincere Ottilia, molto restia all’idea di vivere quest’amore, a tornare a casa con lui. La ragazza torna alla tenuta, si prende cura del bambino e quando, finalmente, rincontra Edoardo è con lui. L’uomo è sbalordito dell’assurda somiglianza che l’infante ha con la ragazza e si convince che sia un segno del destino. Si allontana per definire con Carlotta gli accordi che permettano a entrambe di costruirsi una nuova vita, rispettivamente con Ottilia e il Capitano. Mentre Edoardo è alla tenuta e Ottilia e il bambino nel parco, un terribile incidente in barca stronca precocemente la vita del piccolo di casa. Ottilia, divorata dai sensi di colpa, si lascia morire non toccando cibo per settimane. Edoardo è inconsolabile per la morte del suo unico vero amore e qualche mese dopo muore anch’esso. Carlotta, ormai tra le braccia del Capitano, dispone che vengano seppelliti uno accanto all’altro, cosicché, un giorno, possano risvegliarsi insieme.
Un romanzo simile riesce a lasciare un’altra cicatrice negli occhi e un’impronta nel cuore. Commovente è questa frase: Grazie amore mio, per avermi donato una parte di te. Questa parte di te. Senza di lei, forse, non avrei mai notato le sfumature che le diverse luci donano ai tuoi occhi. Ti amo. Lo giuro.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Le affinità elettive
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 10
Traduzione: Mario Santagostini
Introduzione: Enrico De Angelis
Anno: 2004
Pagine: VII-LVII + 5-359 + 361-415 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-10-2
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Stato: eccellente stato del volume.
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Contenuto: Il romanzo inizia raccontando la tranquilla vita di Edoardo e Carlotta. I due avevano vissuto il loro amore in giovane età, ma la famiglia di Carlotta aveva piani diversi per il suo futuro. Ella, infatti, fu data in sposa ad un uomo molto più anziano, dal quale ebbe anche una figlia, Luciana. Viste le controversie nel vivere il suo amore Edoardo parte per un viaggio in giro per il mondo, durato anni, in compagnia di un vecchio amico, il Capitano. Al suo ritorno, i due si rincontrano, Carlotta è ormai vedova e rivede il suo vecchio amore mentre era in compagnia della figlia e di Ottilia, una giovane orfana che Carlotta ama come fosse sua. La fiamma tra i due si riaccende, si sposano e dedicano la loro pacata esistenza alla cura della loro tenuta. La storia si complica quando Edoardo, venuto a sapere della disgrazia in cui è caduto il suo amico, decide di portare il Capitano a vivere con loro. Carlotta è dapprima contraria, poiché teme che un terzo elemento possa rompere gli equilibri e la soddisfazione sentimentale faticosamente raggiunta. Viene dedicato un intero capitolo alla descrizione chimica di ciò che sarebbe successo poi, quando l’elemento C, il Capitano, si sarebbe unito all’elemento A, Carlotta. Lasciando così l’elemento B, Edoardo, solo. Il problema trova soluzione quando Carlotta, avvisata dall’Assistente della Preside del facoltoso collegio in cui risiedono Luciana e Ottilia, decide di trasferire la giovane orfana nella loro tenuta, poiché troppo introversa per un’istituzione collegiale. Carlotta spera così di donare un pizzico di serenità alla giovine, offuscata completamente, almeno in collegio, dalla personalità più estroversa di Luciana. Ad occupare la tenuta, dunque, sono ora in quattro. Edoardo e il Capitano si dedicano a opere di ingegneria e architettura, mentre le due donne sono completamente dedite all’organizzazione del parco. Pian piano, le affinità elettive fanno la loro comparsa, avvicinando terribilmente Edoardo ad Ottilia e il Capitano a Carlotta. Questi nuovi sentimenti vengono dapprima fortemente contrastati da tutti i personaggi coinvolti, ma è la forza dell’amore a parlare per loro. Quando, infatti, i due sposi si lasciano andare a una notte di passione, sentono, immaginano l’altro non come Carlotta o Edoardo, ma come Ottilia e il Capitano. L’interesse che Edoardo prova per Ottilia cresce con il tempo fino a quando i due si baciano nel giorno del compleanno di Ottilia. Nello stesso momento Carlotta e il Capitano, usciti in barca, vanno contro le loro reciproche proibizioni e si scambiano un bacio, facendo sfociare il loro legame in amore; ella, tuttavia, decide di non perdere completamente il proprio autocontrollo, e prega il Capitano di riportarla subito al castello, cercando di cancellare dal suo cuore e dalla sua mente quel bacio illegittimo. Poco tempo dopo, il Capitano si dovrà allontanare dal castello avendo ricevuto da un amico di Edoardo un’interessante offerta di lavoro. Carlotta affronta Edoardo e gli comunica l’intenzione di mandare Ottilia da una sua amica, in modo che ella possa essere introdotta nell’alta società. Edoardo, per evitare di allontanare Ottilia, decide di lasciare il castello informando la moglie che, fino a quando Ottilia fosse rimasta lì, lui non l’avrebbe cercata, ma che se la ragazza avesse dovuto abbandonare la proprietà, lui si sarebbe sentito libero di cercarla e corteggiarla. Edoardo parte senza salutare Ottilia. Carlotta e la giovane rimangono sole e la signora scopre che quella notte di passioni, ha lasciato in lei il frutto di quell’amore proibito. Edoardo sarà avvisato solo tempo dopo, poiché, partito per la guerra, non tornerà fino a quando il piccolo Otto sarà nato, assurdamente somigliante al Capitano e a Ottilia. Edoardo non riesce più a star lontano dal suo unico vero amore, Ottilia, e sollecitato dallo stesso Capitano (per di più consapevole dell’amore che quest’ultimo nutriva per sua moglie), decide di tornare a casa. La giovane, intanto, si convince a tornare in collegio, cedendo alle pressanti richieste dell’Assistente, perdutamente innamorato di lei. Mentre i due stanno compiendo questo viaggio in sensi opposti, si incontrano in una locanda, senza, però, mai vedersi. Edoardo riesce a convincere Ottilia, molto restia all’idea di vivere quest’amore, a tornare a casa con lui. La ragazza torna alla tenuta, si prende cura del bambino e quando, finalmente, rincontra Edoardo è con lui. L’uomo è sbalordito dell’assurda somiglianza che l’infante ha con la ragazza e si convince che sia un segno del destino. Si allontana per definire con Carlotta gli accordi che permettano a entrambe di costruirsi una nuova vita, rispettivamente con Ottilia e il Capitano. Mentre Edoardo è alla tenuta e Ottilia e il bambino nel parco, un terribile incidente in barca stronca precocemente la vita del piccolo di casa. Ottilia, divorata dai sensi di colpa, si lascia morire non toccando cibo per settimane. Edoardo è inconsolabile per la morte del suo unico vero amore e qualche mese dopo muore anch’esso. Carlotta, ormai tra le braccia del Capitano, dispone che vengano seppelliti uno accanto all’altro, cosicché, un giorno, possano risvegliarsi insieme.
Un romanzo simile riesce a lasciare un’altra cicatrice negli occhi e un’impronta nel cuore. Commovente è questa frase: Grazie amore mio, per avermi donato una parte di te. Questa parte di te. Senza di lei, forse, non avrei mai notato le sfumature che le diverse luci donano ai tuoi occhi. Ti amo. Lo giuro.
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Giovanni Verga I Malavoglia La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 5 (2004)
Giovanni Verga
I Malavoglia
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 5
Introduzione: Giorgio Patrizi
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVIII + 5-359 + 361-405 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Verga intorno a I Malavoglia: lettere, scritti e interviste
Codice ISBN: 88-89145-05-6
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un’impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino ineluttabile.
Lo scrittore adotta la tecnica dell’impersonalità, riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto più possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando così all’abituale mediazione del narratore.
L’opera va inserita nel Ciclo dei vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso, visto dal punto di vista degli sconfitti di ogni strato sociale. La Duchessa de Leyra rimase solo abbozzato, mentre altri due romanzi previsti nel Ciclo (L’Onorevole Scipioni e L’uomo di lusso) non vennero neppure iniziati.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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I Malavoglia
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 5
Introduzione: Giorgio Patrizi
Anno: 2004
Pagine: VII-XXXVIII + 5-359 + 361-405 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Verga intorno a I Malavoglia: lettere, scritti e interviste
Codice ISBN: 88-89145-05-6
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un’impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino ineluttabile.
Lo scrittore adotta la tecnica dell’impersonalità, riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto più possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando così all’abituale mediazione del narratore.
L’opera va inserita nel Ciclo dei vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso, visto dal punto di vista degli sconfitti di ogni strato sociale. La Duchessa de Leyra rimase solo abbozzato, mentre altri due romanzi previsti nel Ciclo (L’Onorevole Scipioni e L’uomo di lusso) non vennero neppure iniziati.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
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Victor Hugo Notre-Dame de Paris La Repubblica La Biblioteca di Repubblica Ottocento n. 1 (2003)
Victor Hugo
Notre-Dame de Paris
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 1
Traduzione: Fabio Scotto
Introduzione: Umberto Eco
Anno: 2003
Pagine: VII-XXXIX + 5-595 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-00-5
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato. Principio di ingiallimento lungo il filo delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: L’arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre danzatrice zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla. Ma il capitano Phoebus de Chateaupers la trae in salvo e conquista il suo amore. Frollo uccide Phoebus facendo ricadere su Esmeralda la colpa del delitto. Quasimodo intanto, commosso da un atto di gentilezza di lei, diventa quasi un suo schiavo e la conduce a Notre-Dame per proteggerla. Dopo una serie di peripezie, Esmeralda verrà catturata e fatta impiccare sotto gli occhi di Frollo, che osserva impassibile l’esecuzione. Quasimodo, disperato, ucciderà Frollo e poi, con il cadavere della donna tra le braccia, si lascerà morire a sua volta.
Prezzo: euro 5,40 + 2,50 spese di spedizione.
Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario.
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Notre-Dame de Paris
La Repubblica
La Biblioteca di Repubblica
Ottocento n. 1
Traduzione: Fabio Scotto
Introduzione: Umberto Eco
Anno: 2003
Pagine: VII-XXXIX + 5-595 + Indice
Paratesto: Introduzione - Cronologia della Vita - Cronologia delle Opere - Traduzioni italiane - Nota del Traduttore
Codice ISBN: 88-89145-00-5
Copertina: astuccio di cartone, copertina rigida cartonata, sovraccoperta e segnalibro di cotone rosso.
Stato: Ottimo stato. Principio di ingiallimento lungo il filo delle pagine.
La fotografia riproduce il libro.
Contenuto: L’arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre danzatrice zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla. Ma il capitano Phoebus de Chateaupers la trae in salvo e conquista il suo amore. Frollo uccide Phoebus facendo ricadere su Esmeralda la colpa del delitto. Quasimodo intanto, commosso da un atto di gentilezza di lei, diventa quasi un suo schiavo e la conduce a Notre-Dame per proteggerla. Dopo una serie di peripezie, Esmeralda verrà catturata e fatta impiccare sotto gli occhi di Frollo, che osserva impassibile l’esecuzione. Quasimodo, disperato, ucciderà Frollo e poi, con il cadavere della donna tra le braccia, si lascerà morire a sua volta.
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